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Thin Air, la scultura di David Begbie

I nudi scultorei di David Begbie, artista figurativo di origine scozzese, riflettono la preoccupazione corrente per il “corpo ideale”, una chiave d’interpretazione del dramma “umano, troppo umano”, del corpo fisico trasformato in un corpo del desiderio che vaga nei luoghi intermedi della psiche alla ricerca di un contatto carnale e concreto con un’altra entità, incontro che, nonostante le apparenze, non avverrà mai.
Modellati con le proprie mani splendidi corpi femminili e maschili prendono vita da una materia robusta dagli effetti eterei qual è la maglia d’acciaio, una materia setosa, trasparente e riflettente ad un tempo, che rende le opere presenze fisiche impalpabili, luminescenti ed ignee ombre infere.
L’uso sapiente dell’illuminazione colma le masse smaterializzate e crea sovrapposizioni, proietta l’ombra di queste umbrae (le anime dei defunti) sulle pareti, creando un “doppio” speculare.
Densità e potenza, trasparenza e delicatezza, energia statica, carne sensuale.

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David Begbie is a figurative artist hailing from Scotland. His nude sculptures reflect contemporary concern about the “ideal body”. They are an interpretation of the “human, all too human” drama, of the physical body transformed into a desiring body wandering through intermediate regions of the psyche in search of carnal contact with the other, contact that, in spite of appearances, is never meant to happen.
Male and female bodies, shaped with his own hands, are brought to life from such a robust yet ethereal material like mesh steel. Silky, transparent and reflective at the same time, this kind of material gives the sculptures the appearances of physical and impalpable presences with bright lights and hellish shadows.
The wise use of light fills the dematerialized masses and creates superimpositions, it casts the shadows of these umbrae (the dead souls) on the walls, creating their specular “double”.
Density and strength, transparency and delicacy, static energy, sensual flesh.


www.davidbegbie.com