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Art For Porn

Si è da poco conclusa la tre giorni milanese di ART FOR PORN, mostra d’arte e fotografia dal contenuto più o meno esplicito, organizzata dalle RAGAZZE DEL PORNO con lo scopo di raccogliere fondi necessari alla produzione di dieci cortometraggi pornografici e un film finale pensati, diretti e recitati da (e per) donne.

Il progetto non è una novità assoluta, in Europa vi sono altri esempi di pornografia al femminile: ‘Dirty diaries’, della svedese Mia Engberg sono una serie di cortometraggi porno finanziati dal governo di Svezia.
In Francia abbiamo X-Femmes, prodotto da Canal Plus e presentato anche al festival di Cannes, mentre in Spagna abbiamo la regista Erika Lust e un’attiva scena post-pornografica indipendente.

Stiamo comunque parlando della prima esperienza di cinema porno-erotico femminile “all’italiana”, e si sa, in Italia se vuoi che una cosa sia fatta bene, devi fartela da te. Nessun aiuto, nessun finanziamento statale, solamente una campagna di crowdfunding e due esposizioni ART FOR PORN, la prima a Roma e la seconda a Milano, per finanziare le prime tre parti del progetto: Seratina di Anna Negri, Queen kong di Monica Stambrini e Mani di velluto di Regina Orioli.

Diciamolo, queste RAGAZZE DEL PORNO, queste donne, ci hanno davvero stregato per via di una comune idea, una domanda che anche voi dovreste farvi:

“Perché la sessualità deve significare solo degradazione e volgarità?
Noi facciamo del porno, ma stiamo facendo cinema e quindi arte”.
(Monica Stambrini per ilFattoQuotidiano.)

Sembrerebbe quindi una missione educativa la loro: non solo il tentativo di fare porno dal punto di vista femminile, ma dare una visione positiva della sessualità, come anche noi nel nostro piccolo proviamo a fare.